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Caritas Baby Hospital

Caritas Baby Hospital

Il Caritas Baby Hospital di Betlemme è l’unico ospedale pediatrico dell’intera Cisgiordania.
Si tratta di un centro per la salute e per la formazione nato nel 1952 da un atto spontaneo di aiuto di padre Ernst Schnydrig che proprio la notte di Natale, mentre si recava verso la Basilica della Natività di Betlemme per celebrare la messa, vide un padre che stava seppellendo il suo bambino nel fango di un campo profughi palestinese.
Ne rimase profondamente sconvolto e dopo aver preso in affitto una casa, vi collocò quindici letti e la chiamò Caritas Baby Hospital; da quel momento, nel luogo in cui era nato Gesù, a nessun bambino sarebbe più stata negata l’assistenza medica.
L’ospedale, che vive unicamente di Provvidenza, oggi conta 40mila visite l’anno, 82 posti letto, due reparti pediatrici, uno per neonati e prematuri, predisposto per cure intensive, un asilo infantile, un ambulatorio ecografico, una scuola per infermiere e una per le madri che usufruiscono anche di piccoli alloggi per poter stare accanto ai loro figli e una play room disponibile per tutti i bambini durante la loro degenza. Con i suoi duecento dipendenti, l’ospedale ospita e cura bambini per la maggior parte colpiti da malattie gastrointestinali, dovute all’acqua non potabile, cardio-respiratorie, conseguenza della mancanza di riscaldamento nei mesi invernali e malformazioni, sempre più frequenti a causa dell’unione in matrimonio di primi cugini. Malattie che spesso si tramutano in decessi, considerando che il muro di separazione che il governo israeliano ha costruito per dividersi fisicamente dai territori palestinesi, non fa sconti a nessuno. L’ospedale infatti non è dotato del reparto di chirurgia e quando i piccoli pazienti necessitano di un intervento, spesso anche d’urgenza, occorre richiedere il permesso ad Israele per poter oltrepassare il check point, situato a pochi metri dall’ospedale, e giungere negli ospedali di Gerusalemme. Permesso che non sempre arriva.
Tante infatti le iniziative organizzate in questi anni, che hanno permesso di raccogliere decine di migliaia di euro, consegnati a suor Donatella Lessio, responsabile della formazione e colonna portante dell’ospedale, che da anni porta avanti quella che lei definisce “un’Intifada pacifica con il padre eterno”.
Alcuni modenesi hanno conosciuto questa realtà sette anni fa, in occasione della prima edizione della Maratona della Pace Betlemme – Gerusalemme; un incontro significativo e toccante, durante il quale hanno potuto toccare con mano l’importanza del lavoro portato avanti dalle suore benedettine di Padova, che gestiscono l’ospedale, e il loro quotidiano impegno per questi bambini, vittime innocenti di un conflitto che sembra non finire mai.
Da quell’incontro, ogni anno una delegazione modenese porta all’ospedale i fondi ricavati da varie iniziative organizzate sul territorio modenese.

Da quell’incontro ogni anno la delegazione modenese, con il progetto “Un Ponte verso Betlemme”, porta all’ospedale i fondi ricavati da varie iniziative organizzate sul territorio.
Nel 2008 e nel 2009 grazie al progetto “Seguendo la Stella”, un’asta di presepi artigianali, sono stati donati all’ospedale rispettivamente 4.000 e 7.200 euro.
Nel 2010, poi, con una sottoscrizione interna a premi organizzata dalla società Maritain di Modena sono stati raccolti altri 2.500 euro.
A queste iniziative sono seguite due aste di beneficenza: La prima, che si è svolta il 19 dicembre 2010 all’ex cinema Principe di Modena, ed ha potuto contare sulla presenza di trenta artisti modenesi che donando le loro opere hanno permesso di raccogliere 10.400 euro, la seconda l’anno seguente, il 27 novembre 2011 al Caffè Concerto di Modena, dove sono stati raccolti 17.500 euro. Questi soldi sono stati utilizzati per l’acquisto di un apparecchio radiologico portatile.
A questa somma vanno aggiunti i proventi della vendita del libro fotografico "Nato a Betlemme" di Valentina Lanzilli e Luigi Ottani, che racconta le storie di chi ogni giorno vive sulle propria pelle le conseguenze del conflitto israeliano-palestinese. Un assegno, da 19.000 euro è stato consegnato a suor Donatella Lessio da Monsignor Antonio Lanfranchi, arcivescovo–abate di Modena e Nonantola, lo scorso anno.
Nel 2013 poi si è pensato a un evento che unisse lo sport alla solidarietà.
Il 30 dicembre si è tenuta al PalaPanini la 1° edizione della Partita della Stella che ha visto sfidarsi in un quadrangolare di calcetto vecchie e nuove glorie del calcio, permettendo di raccogliere altri 17.000 euro. La 2° edizione del 29 dicembre 2014 ha avuto un incasso di ben 19.000 euro.

Il rapporto con Suor Donatella, che gestisce l'ospedale è continuo. La suora infatti ha già suggerito l'acquisto di due nuove strumentazioni per l'ospedale, da acquistare con i soldi dell'evento 2014. Si tratta di due virtual monitor e un pump syringe.

www.aiuto-bambini-betlemme.it

 

Ecco le iniziative degli ultimi anni


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